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Che cos’è il franchising: la storia dell’affiliazione commerciale in Italia

È il 18 settembre 1970 quando un’azienda della grande distribuzione, la Gamma d.i., inaugurò a Fiorenzuola d’Adda il primo di 55 punti vendita gestiti da una decina di affiliati. Nasceva così la prima vera rete in franchising italiana.

La storia del franchising in Italia

Cosa offriva la Gamma d.i., poi assorbita da Standa, ai propri franchisee? Sopralluogo dei propri funzionari, progettazione ed assistenza tecnica per l’allestimento del magazzino, formazione del personale, allestimento dell’unità di vendita, assistenza per il lancio di apertura e inaugurazione dell’unità. In cambio otteneva la disponibilità di un capitale di 25-30 milioni di lire, un locale di vendita di almeno 350 mq, una licenza di magazzino unico.

Da allora l’affiliazione commerciale si è affermata nel nostro Paese, confermandosi uno dei settori più redditizi per l’economia italiana con un 2017 che ha registrato numeri da record.

Assofranchising si costituì il 19 ottobre 1971 a Milano come la prima ed unica Associazione Italiana del Franchising, il cui scopo veniva dichiarato nell’articolo 2 dello Statuto: “Pur essendo consapevole che il Franchising assume varie forme (affiliazione, associazione ecc.), l’Associazione ne riassume il concetto-base nella seguente maniera: il Franchising è una tecnica di marketing secondo la quale il licenziante (franchisor) contro un compenso anche dilazionato, fornisce in via continuativa al licenziatario (franchisee) tutta la sua esperienza tecnico-commerciale acquisita in una determinata attività imprenditoriale, nonché l’uso del suo marchio e delle sue insegne. In base al contratto di franchise il licenziatario, aderendo ad una catena di punti di vendita del licenziante, già avviati altrove, può non solo svolgere in proprio la stessa attività in un territorio esclusivo ma anche trarre benefici immediati dalla vendita di un prodotto o dall’offerta di un servizio già lanciato con successo”. 

La legge sul franchising in Italia

Bisognerà aspettare il 6 maggio del 2004 perché venga emanata la legge n. 129 a tutela del franchising, colmando così un vuoto legislativo durato più di trent’anni in Italia. Grazie alla legge 129/2004 venne definito il contratto di franchising, con contenuto e durata minimi, gli obblighi del franchisor e del franchisee, le sanzioni in caso di informazioni false fornite dalle parti in fase di trattative precontrattuali.

Come da articolo 1: “L’affiliazione commerciale (franchising) è il contratto, comunque denominato, fra due soggetti giuridici, economicamente e giuridicamente indipendenti, in base al quale una parte concede la disponibilità all’altra, verso corrispettivo, di un insieme di diritti di proprietà industriale o intellettuale relativi a marchi, denominazioni commerciali, insegne, modelli di utilità, disegni, diritti di autore, know-how, brevetti, assistenza o consulenza tecnica e commerciale, inserendo l’affiliato in un sistema costituito da una pluralità di affiliati distribuiti sul territorio, allo scopo di commercializzare determinati beni o servizi”.

Assofranchising rivestì un ruolo primario nella creazione di una legge che tuttora regolamenta un settore che ogni anno cresce sempre di più.

Nel prossimo articolo parleremo di franchisor e franchisee, i veri protagonisti del franchising.

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