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Punti vendita: come sopravvivere ai tempi di Amazon

Amazon si è affermato come il colosso del Web ma sopravvivere a questo gigante è possibile. Confcommercio ha suggerito tre mosse con cui un negozio può resistere anche in questi tempi in cui lo shopping digitale continua a prendere sempre di più il sopravvento.

Misurare le performance come fanno i giganti dell'e-commerce, rendere il negozio fisico un posto piacevole da visituare coinvolgendo addetti e clienti, utilizzare tutti gli strumenti online a disposizione, dal sito ai social network sino all'e-commerce. Sono queste le misure che Confcommercio consiglia per provare a crescere sul territorio proprio come succedeva una volta quando un esercizio commerciale passava di generazione in generazione.

I numeri tra online e offline

Attualmente si contano 632 mila esercizi, di cui oltre il 90% sono "piccolo dettaglio", quindi generalmente a gestione familiare. 

Nel periodo recessivo della nostra economia e negli ultimi anni di ripresa, gli effetti della deludente dinamica dei consumi e di processi riorganizzativi a livello aziendale, hanno prodotto un ridimensionamento generalizzato dei punti vendita, con poche eccezioni, in tutti i settori merceologici con un calo complessivo di circa 63mila esercizi in sede fissa tra il 2008 e il 2017. 

L’e-commerce in Italia vale 24 miliardi di euro, con crescite medie a due cifre ogni anno negli ultimi 12 anni, ed è più che raddoppiato negli ultimi 4 anni. In alcuni settori come il turismo (principalmente biglietteria, ma anche soggiorni e vacanze) gli acquisti online hanno raggiunto incidenze significative (il 31% degli acquisti di turismo avviene online), mentre in altri come l’alimentare, per difficoltà logistiche, di mantenimento della catena del freddo e per la grande frammentazione a livello di produzione, l’online è ancora marginale, pur presentando tassi di crescita molto elevati.

La grande rivoluzione, per le dimensioni del settore e per le caratteristiche del prodotto, che necessita più di altri di un contatto fisico, sta avvenendo nell’abbigliamento (€2,5 MLD di acquisti online con una incidenza del 7%), e dimostra, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che nessun settore sarà esente dall’impatto dell’e-commerce. Analizzando il profilo degli acquirenti online si scopre che non si tratta solo di giovanissimi (che restano i maggiori utilizzatori di internet in generale), perché è necessario guadagnare un certo reddito da spendere per essere un heavy spender (altospendente), anche online. I numeri degli acquirenti per fascia d’età e, soprattutto, le penetrazioni sul totale della popolazione italiana, indicano la pervasività del fenomeno, certamente più radicato tra i consumatori tra i 25 e i 55 anni, ma decisamente non marginale anche tra gli over 65 e, per le dinamiche demografiche, destinato a crescere anche nelle fasce d’età più elevate, mano a mano che gli attuali grandi utilizzatori invecchieranno.

Le tre mosse di Confcommercio per sopravvivere nell'era del web

Nonostante i grandi player dell'online siano temibili competitor, un negozio fisico ha a disposizione varie strade per restare un punto di riferimento dello shopping. 

Queste sono le 3 mosse indicate da Confcommercio

  •  analizzare le performance. L'analisi degli incassi giornalieri non è sufficiente, ma serve avere una gestione più analitica della propria impresa
  • rendere il proprio negozio fisico un posto interessante e piacevole da visitare, perché è un elemento che i concorrenti del web non potranno mai replicare
  • utilizzare tutti gli strumenti offerti dal web per farsi conoscere e coinvolgere i propri clienti attuali e potenziali

Online e offline sono due mondi che interessanti in ugual misura al consumatore che, sempre più spesso, si documenta su internet prima di comprare. Per ogni acquisto online ce ne sono almeno altri tre che si formano online ma poi si concretizzano nel mondo fisico. 

 

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